Articoli

Un anno dopo il “colpo del secolo”: l’effetto Ronaldo sui social della Juventus

E’ trascorso un anno da quando la Juventus ha ufficializzato quello che è stato considerato il “colpo del secolo”: l’arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino.
Anche i più distratti non possono certo dimenticare le ore precedenti e successive all’annuncio.
Tutta la comunicazione digital (e non solo) stava con la lente puntata su CR7.

Il mondo pallonaro, ammaliato da una scelta per molti rocambolesca, aveva preso la forma dell’ammiccante sguardo del fenomeno portoghese.
Ma CR7 non è solo calcio.
Anche chi non ne aveva ancora coscienza, ha dovuto fare i conti con la potenza d’immagine di questo talento.
Gli esperti di economia e finanza iniziarono a studiare il folle andamento in borsa della Juventus, che schizzò alle stelle.
Anche gli appassionati di marketing avanzarono le prime stime: entro quanto tempo il costo d’acquisto del giocatore sarà interamente coperto dagli introiti legati al merchandising?
E gli esperti di social come noi si sono divertiti a studiare il fenomeno CR7

I NUMERI DI RONALDO SUI SOCIAL

 

Con l’arrivo di Ronaldo la Juventus stravince il campionato della crescita annuale sui social network

 

L’effetto Ronaldo è stato dirompente sulla fanbase della Juventus. In un solo mese la community bianconera è passata da 50 a 60 milioni.
La traduzione economica di questa impennata è facilmente decifrabile in un balzo clamoroso nel valore delle partnership con il marchio Juve.
Basti pensare che Adidas ha ritrattato il proprio accordo con la società di Agnelli. Dalla prossima stagione, il contratto passerà da 23,25 milioni l’anno a 51, a cui andranno aggiunti le royalties in caso di superamento di determinati volumi di vendita e i premi legati ai risultati sportivi.

Snocciolando i numeri notiamo i seguenti andamenti:

– Facebook: da 32,6 milioni di fan a 38,8;
– Instagram: da 9,8 milioni a 28,6. Questa crescita fenomenale non è solo dovuta al momento di picco del social network ma alla straordinaria fanbase di Ronaldo, il personaggio più seguito al mondo con i suoi 178 milioni (più degli abitanti di Italia, Francia e Spagna messi assieme!!!!!!!)
– Twitter: da 5,8 a 6,9
– YouTube: da circa 700 mila a 2 milioni di iscritti al canale.

Solamente questi numeri spiegano l’influenza di Ronaldo sulla gente.
La Juventus è ora a ridosso del podio delle squadre più social d’Europa.
Le solite Real Madrid, Barcellona e Manchester United sono al momento irraggiungibili con oltre 200 milioni di follower le spagnole e 120 i britannici.
Se però ci focalizziamo solamente su Instagram, il social network che al momento permette la maggiore crescita organica, la distanza tra bianconeri e Reds si è praticamente annullata: solo 1,2 milioni di follower di differenza.

Resta da capire come verrà monetizzato tutto questo allargamento.
Di certo, le strategie digitali della Juventus sono molto interessanti. Si parte dalla più scontata vendita diretta del merchandising tramite la funzione checkout, fino ad arrivare all’adesione a una piattaforma blockchain di fan engagement, che prevede il lancio di un token destinato ai tifosi.
Senza dimenticare la crescita del brand a livello internazionale, che già di per sé porta ad una lievitazione dei ricavi.

Solo al termine del ciclo “Juve-CR7” potremo trarre conclusioni definitive sull’entità dell’effetto Ronaldo per l’immagine del marchio bianconero (e di riflesso per le sue casse).
Al momento, ciò che conta di più per i tifosi è il risultato sportivo. In particolar modo una sfida internazionale che è ormai diventata ossessione per il popolo juventino: la Champions League.
Una sfida che ha stimolato anche il re dell’impossibile.
E state pur certi che con questo eventuale trofeo in bacheca proprio sotto l’egemonia portoghese, i numeri social e l’immagine della Juventus nel mondo sono destinati ad un ulteriore crack!

9 luglio 2006, quando i Mondiali non erano social: l’evoluzione digital della Coppa del Mondo

 

Il 9 luglio 2006, il capitano Cannavaro alzava la Coppa e allegoricamente sollevava l’Italia sul tetto del mondo calcistico.
Noi, tutti abbracciati.
Quasi in lacrime.
Un ricordo vivido nelle menti di tutti, perché certi eventi rimangono tatuati dentro.
Lui alzava la coppa e un urlo di gioia fece tremare per l’ultima volta lo stivale.
Poi, il silenzio assordante.

Sono passati 13 anni. Sembra passata un’era, non tanto per la distanza temporale che ci divide da quell’evento, quanto per la distanza di emozioni che hanno seguito quell’epopea.
Eppure, digitalmente parlando, è passata veramente un’epoca. L’onda del digitale ci ha travolto e ha stravolto il modo di vivere l’estate mondiale.

Nel 2006, Facebook era un sito prevalentemente americano.
YouTube era agli esordi.
Twitter e Instagram non esistevano.
Tutti noi possedevamo un cellulare, ma nessuno smartphone.

Tutta la comunicazione attorno ai Mondiali di calcio era concentrata in televisione e la piazza e il bar erano l’agorà in cui discutere dell’espulsione di De Rossi, del rigore di Totti, della doppietta di Toni, delle magie di Grosso…

La prima vera rivoluzione “mondiale” arriva nel 2010.
Per la prima volta le broadcast devono fare i conti col cambiamento in atto portato dal web: lo streaming web ufficiale e clandestino si affianca alla tradizionale fruizione televisiva e proliferano i device di riproduzione di video (IPad in primis).
Il web porta con sé anche un’ulteriore ma fondamentale novità: l’on demand.
Inoltre, il 2010 è il primo anno di racconto dei Mondiali tramite social network, canali che amplificano la possibilità del catch-up non “ufficiale” di contenuti video e aumentano la partecipazione dell’audience.

La vera esplosione social dei Mondiali si ha però nel 2014.
Il fermento sui social network è continuo.
Il movimento è doppio: gli utenti condividono in modo spontaneo opinioni e commenti sulle partite, mentre i brand e le loro pagine ufficiali infettano la rete con contenuti sviluppati in tempo reale. Come di regola succede sui social network, gli utenti cominciano quindi a condividere il materiale prodotto dai brand, mentre i brand coinvolgono gli utenti rispondendo a commenti e condivisioni.

Seguire e commentare una partita interagendo con i canali ufficiali della Nazionale o di Sky diventa una novità assoluta cavalcata dai brand.
L’instant marketing, costruito in tempo reale attorno agli avvenimenti della partita, sboccia esponenzialmente sui social network.

Il contenuto proposto da Barilla dopo il ritorno dell’Italia eliminata dall’Uruguay a Brasile2014, nella famosa partita del morso di Suarez a Chiellini

Il social che la fa da padrone è Twitter, che supera Facebook totalizzando 672 milioni di cinguettii sul tema “Mondiale” contro i 280 milioni di post sul social di Zuckerberg.
Un vero record!
L’immediatezza e la sintesi, caratteristiche peculiari di questo social, aiutarono sicuramente il tifoso a convogliare i propri commenti su questa piattaforma.
Questo ha fatto sì che Brasile 2014 fosse il Mondiale di calcio con il maggior commento dal vivo della storia.

All’alba dell’estate 2018, la vertiginosa ascesa dei social network pone l’enigmatico quesito sul futuro della visione dei Mondiali a tutti i calciofili (e non) del mondo: e se le partite si guardassero sui social?
Facebook, Twitter e Snapchat (più il tenue interesse di YouTube e Amazon) sembrano poter dare vita ad un’asta per accaparrarsi il diritto di trasmettere gli highlights di Russia 2018.
Fu solo un fuoco di paglia, che però continua a mantenere viva la propria fiammella per il futuro.

La molteplicità di piattaforme disponibili per non perdere l’evento sportivo dell’anno, però, incide in maniera decisiva sui numeri: con 3,5 miliardi di spettatori, i Mondiali di Russia 2018 sono i più seguiti della storia.
Questi numeri muovono un giro d’affari esorbitante: 2.513.890 sono i dollari che vengono spesi quotidianamente per le sponsorizzazioni online dei Mondiali e 913.691 sono i fan che rispondono a queste inserzioni customizzate, moltiplicandone l’efficacia.

Il web diventa quindi il teatro di scontro delle aziende che si affrontano a colpi di campagne marketing sensazionali e slogan decisivi che vedono coinvolti direttamente diversi giocatori, in grado di spostare le masse con la loro influenza.

In conclusione, l’avvento prepotente dei social network nel racconto dei mondiali, ha permesso non solo una maggiore partecipazione da parte dell’audience nei confronti della competizione, ma soprattutto ha amplificato l’attenzione mediatica e la consapevolezza del pubblico internazionale nei confronti di un evento che, di anno in anno, aggiorna i suoi numeri e infrange record di coinvolgimento.