Sara Gama – Head And Shoulders: un binomio vincente e una chioma di successo

Sara Gama - Head and shoulders: un binomio vincente

Foto di Andrea Donadoni

 

Sara Gama e Head And Shoulders: un binomio vincente. Nel mese di maggio il capitano della Juventus e della Nazionale Femminile Sara Gama è stata scelta come nuova testimonial da Head And Shoulders per la linea DERMA & PURE, l’ultima novità scientifica del brand americano numero uno al mondo tra gli shampoo antiforfora.
Una scelta chiara quella del marchio statunitense, che ha puntato su un volto di prestigio come quello del difensore bianconero, popolare per la sue grandi doti di leadership in campo e per il suo carisma una volta uscita dal terreno di gioco, quando inizia la sua lotta per l’intero movimento femminile.

UN’IDENTITA’ COMUNE E UNA CHIOMA DI SUCCESSO

Perché scegliere Sara Gama come portavoce per una linea di capelli? Le risposte sono molteplici e alcune di facile, facilissima lettura.

  • Tratto distintivo: la chioma riccia, voluminosa e cotonata dell’azzurra balza subito all’occhio e la rende così distinguibile e ovviamente appetibile per un brand come Head And Shoulders
  • Un’icona femminile: Sara è senza discussione uno dei simboli della crescita e dell’espansione del movimento calcistico femminile, sia per le prestazioni in campo che per il suo ruolo in FIGC, dove rivendica proprio i diritti delle donne.
  • Una filosofia condivisa: oltre al talento, Gama è diventata un punto di riferimento per i sacrifici, la ricerca costante di nuove sfide e il coraggio. Dei valori non dissimili da quelli portati avanti dal brand statunitense, sempre pronto a strizzare l’occhio al mondo dello sport.
  • La cultura della diversity: cosa c’è di meglio per abbracciare il mondo dei Millennials e quello femminile che affidarsi a un ambassador che delle sue lotte esplicite per migliorare il sistema e per la libertà di espressione ne ha fatto uno stile di vita.

Gama-Head and Shoulders: un binomio vincente

LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE

La strategia utilizzata da Head And Shoulders è stata – come già accaduto con Gianluigi Buffon e Federica Pellegrini – quella dell’influencer marketing.

Il brand americano si è avvalso di diversi personaggi famosi e icone appartenenti al mondo dello sport, per arricchire la sua capillarità sul mercato italiano.

Ma in che modo è stato fatto questo? Tutto è stato creato attraverso un piano strategico articolato attraverso una campagna che ha investito più media: il digitale, la tv (attraverso uno spot televisivo) e i giornali, con all’interno del progetto alcune interviste per testate quali Vanity Fair o Vogue.

Lato social, si è creato un fil rouge sfruttando l’hashtag #Coraggiointesta. Quale slogan migliore per conciliare il binomio Gama-Derma&Pure, unendo sia la cura dei capelli che il coraggio nell’affrontare ogni sfida quotidiana?
A questo e alle varie interviste realizzate, si aggiunge la realizzazione di uno spot televisivo. Qui Gama è al fianco di un giovane calciatore per incoraggiarlo e infondergli autostima per permettergli di scoprire la fiducia in se stesso ed esprimere così tutto il suo potenziale.
Perché per raggiungere ogni traguardo è fondamentale affidarsi al compagno giusto. Nella vita, così come nella cura del proprio corpo, con un occhio particolare per… i capelli. Ovvio.

Il nuovo personaggio della Casa di Carta è…Bebe Vio

La Casa di Carta è finalmente arrivata in Italia con la sua terza serie.
E Bebe Vio è stata la madrina di questo evento tanto atteso dai fan italiani.

Da oggi, infatti, sarà possibile guardare su Netflix il terzo atto della serie televisiva che ha ottenuto il più grande successo internazionale nella piattaforma online.
Con presupposti così forti, è facile immaginare l’attesa che si è venuta a creare intorno a quest’uscita.
Un’attesa di natura mondiale che ha visto Netflix impegnata nella diversificazione dei propri contenuti di teaser.

La strategia usata è stata quella dell’influencer marketing.
La casa di produzione cinematografica americana si è avvalsa di diversi personaggi famosi per arricchire i trailer in giro per l’Europa.
In Italia è stata la scelta la figura di Bebe Vio per il teaser ufficiale della Casa di Carta 3.

Bebe Vio è stata la madrina del teaser della Casa di Carta 3 per l’Italia

PERCHE’ BEBE VIO?

 

Ci sono diversi motivi che hanno spinto Netflix a scegliere Bebe.

  1. Bebe è giovane, così come il suo pubblico. Target perfetto per Netflix.
  2. Bebe è una schermitrice. In scherma ogni attacco viene chiamato “assalto”. Termine perfetto per la Casa di Carta e per la missione della banda.
  3. A poco più di un mese dall’uscita de La Casa di Carta 3, Bebe è stata impegnata nei Campionati Italiani Assoluti a Palermo. Da lì a qualche giorno, Netflix avrebbe comunicato una novità della nuova serie. Un nuovo personaggio. Il suo nome? Beh, ovviamente, Palermo.
  4. Bebe è una atleta delle Paralimpiadi. Sapete dove sono state le ultime Paralimpiadi nel 2014? Rio. E le prossime? Tokyo. Vi ricorda qualcosa?!?!?! (se non vi ricorda niente, vuol dire che non avete visto la serie. In tal caso, due dei personaggi principali hanno proprio il nome di queste città).

Inoltre, l’intraprendenza, il coraggio e l’astuzia di Bebe, non potevano passare inosservate alla banda spagnola.

STRATEGIA DI COMUNICAZIONE

 

Identificati gli elementi di raccordo tra La Casa di Carta e Bebe Vio, SportSuite si è preoccupata di imbastire lo storytelling su cui veicolare l’accordo commerciale tra le due parti.
Tale accordo cadeva proprio nei giorni limitrofi alla gara di Bebe. Pertanto, si è deciso di far combaciare le due attività in maniera originale e divertente.
Si è trattato, quindi, di unire tutti gli elementi sopracitati e di ricamarci una storia.

Il plot è più o meno questo.

La banda, venuta a sapere dell’assalto di Bebe Vio a Palermo, decide di regalarle la maschera e di aiutarla nel suo prossimo “assalto”. Bebe fa quindi irruzione al Palamangano di Palermo e inizia il suo assalto. Una volta portata a termine la prima parte, Bebe si fa aiutare dal Professore per uscire dal palazzetto e recarsi in piazza dove dovrà vincere l’ultima sua sfida: la finale. Bebe Vio vince anche l’assalto finale. Missione compiuta!

La storia è andata in scena sul canale social Instagram di Bebe Vio attraverso questi elementi:

1. Video iniziale sul feed, con il regalo della maschera da parte della banda.

2. Flusso di stories, in cui Bebe ha raccontato principalmente la sua giornata ad una competizione di scherma, ma lo ha fatto utilizzando elementi tipici della Casa di Carta.
Nello specifico:
– grafica pre-gara con i colori e motivi strettamente legati al logo di Netflix;
– alternanza nelle storie di immagini in bianco e nero con la segnalazione del tempo trascorso dopo l’irruzione al palazzetto (inizia così ogni puntata della Casa di Carta);
– la chiamata tra il Professore (personaggio della serie) e Bebe.

3. Post finale con l’esito della gara in chiave Casa di Carta

 

Guarda i contenuti relativi alla Casa di Carta sul profilo Instagram di Bebe Vio: https://www.instagram.com/bebe_vio/

RISULTATI

 

Tutto questo non solo ha creato un file rouge all’attività di comunicazione della gara di Bebe, ma ha permesso anche di rendere più interattivo e di maggiore interesse un argomento sicuramente più di nicchia.
Il risultato è stato duplice:
– Netflix è rimasta contenta di un’attività andata ben oltre le sue aspettative, in termini di esposizione prolungata e qualità dell’iniziativa.
– Bebe ha potuto realizzare un contenuto innovativo per la sua pagina che ha permesso alla fanbase di percepire l’attività commerciale in maniera interattiva e di valore (il racconto di una storia).

SportSuite a fianco di FISG per la finale del Grand Prix di Figure Skating

Grafica di lancio del sito della finale del Grand Prix di Figure Skating a Torino

 

Da pochi giorni, è possibile trovare online il sito della finale 2019 del Grand Prix di Figure Skating.

 

Infatti, come ogni anno, l’ISU, la federazione internazionale di pattinaggio, è impegnata nell’organizzazione dell’evento più importante per il pattinaggio artistico.
Questo evento è la finale del Grand Prix di pattinaggio di figura.

 

A tale fine, l’ISU deve eleggere annualmente la città ospitante e il comitato organizzatore per il Grand Prix.
Ciò comporta un rifacimento della comunicazione di anno in anno, in modo che l’evento abbia un collegamento diretto con la città ospitante anche dal punto di vista comunicativo.
Quest’anno sarà la volta di Torino.
Dal 5 all’8 dicembre, quindi, sotto la Mole, si sfideranno i pattinatori più forti del pianeta.

Per una comunicazione digital efficace per l’evento, la FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio), che si occuperà in toto della manifestazione, si è affidata proprio a SportSuite.

 

Un sito web internazionale nelle mani di SportSuite

 

Trattandosi di un evento di livello internazionale, il sito web è stato realizzato da SportSuite in versione multilingua (italiano, inglese e giapponese).
La scelta della lingua giapponese non è affatto casuale ma è la naturale conseguenza di un fortissimo interesse da parte del pubblico nipponico. I giapponesi, infatti, sono dei fan sfegatati del pattinaggio di figura!

 

Oltre alla costruzione del sito e di un piano editoriale per i social network, SportSuite si occuperà anche della gestione di un database di oltre 6000 contatti, raccolti durante i precedenti eventi.
Queste persone riceveranno newsletter informative riguardo tutte le fasi di ticketing (prezzi, apertura e chiusura delle vendite…) e di cronologia del programma della Grand Prix Figure Skating Final.
La comunicazione verrà realizzata nel rispetto della lingua selezionata dall’utente in fase di registrazione.

 

Per i social network dell’evento (Torino2019), invece, si è preferita una comunicazione monolingue.
La scelta è ovviamente ricaduta sull’inglese, in modo da rivolgersi all’intero pubblico interessato alla manifestazione senza esclusione alcuna.

 

Dopo il lancio dei biglietti VIP nel mese di giugno, andati SOLD OUT dopo pochi giorni, domani sarà la volta del lancio dei biglietti ALL EVENT.

Per acquistare i biglietti o avere tutte le informazioni relative all’evento di Torino, clicca sul link  https://www.torino2019.com/

Un anno dopo il “colpo del secolo”: l’effetto Ronaldo sui social della Juventus

E’ trascorso un anno da quando la Juventus ha ufficializzato quello che è stato considerato il “colpo del secolo”: l’arrivo di Cristiano Ronaldo a Torino.
Anche i più distratti non possono certo dimenticare le ore precedenti e successive all’annuncio.
Tutta la comunicazione digital (e non solo) stava con la lente puntata su CR7.

Il mondo pallonaro, ammaliato da una scelta per molti rocambolesca, aveva preso la forma dell’ammiccante sguardo del fenomeno portoghese.
Ma CR7 non è solo calcio.
Anche chi non ne aveva ancora coscienza, ha dovuto fare i conti con la potenza d’immagine di questo talento.
Gli esperti di economia e finanza iniziarono a studiare il folle andamento in borsa della Juventus, che schizzò alle stelle.
Anche gli appassionati di marketing avanzarono le prime stime: entro quanto tempo il costo d’acquisto del giocatore sarà interamente coperto dagli introiti legati al merchandising?
E gli esperti di social come noi si sono divertiti a studiare il fenomeno CR7

I NUMERI DI RONALDO SUI SOCIAL

 

Con l’arrivo di Ronaldo la Juventus stravince il campionato della crescita annuale sui social network

 

L’effetto Ronaldo è stato dirompente sulla fanbase della Juventus. In un solo mese la community bianconera è passata da 50 a 60 milioni.
La traduzione economica di questa impennata è facilmente decifrabile in un balzo clamoroso nel valore delle partnership con il marchio Juve.
Basti pensare che Adidas ha ritrattato il proprio accordo con la società di Agnelli. Dalla prossima stagione, il contratto passerà da 23,25 milioni l’anno a 51, a cui andranno aggiunti le royalties in caso di superamento di determinati volumi di vendita e i premi legati ai risultati sportivi.

Snocciolando i numeri notiamo i seguenti andamenti:

– Facebook: da 32,6 milioni di fan a 38,8;
– Instagram: da 9,8 milioni a 28,6. Questa crescita fenomenale non è solo dovuta al momento di picco del social network ma alla straordinaria fanbase di Ronaldo, il personaggio più seguito al mondo con i suoi 178 milioni (più degli abitanti di Italia, Francia e Spagna messi assieme!!!!!!!)
– Twitter: da 5,8 a 6,9
– YouTube: da circa 700 mila a 2 milioni di iscritti al canale.

Solamente questi numeri spiegano l’influenza di Ronaldo sulla gente.
La Juventus è ora a ridosso del podio delle squadre più social d’Europa.
Le solite Real Madrid, Barcellona e Manchester United sono al momento irraggiungibili con oltre 200 milioni di follower le spagnole e 120 i britannici.
Se però ci focalizziamo solamente su Instagram, il social network che al momento permette la maggiore crescita organica, la distanza tra bianconeri e Reds si è praticamente annullata: solo 1,2 milioni di follower di differenza.

Resta da capire come verrà monetizzato tutto questo allargamento.
Di certo, le strategie digitali della Juventus sono molto interessanti. Si parte dalla più scontata vendita diretta del merchandising tramite la funzione checkout, fino ad arrivare all’adesione a una piattaforma blockchain di fan engagement, che prevede il lancio di un token destinato ai tifosi.
Senza dimenticare la crescita del brand a livello internazionale, che già di per sé porta ad una lievitazione dei ricavi.

Solo al termine del ciclo “Juve-CR7” potremo trarre conclusioni definitive sull’entità dell’effetto Ronaldo per l’immagine del marchio bianconero (e di riflesso per le sue casse).
Al momento, ciò che conta di più per i tifosi è il risultato sportivo. In particolar modo una sfida internazionale che è ormai diventata ossessione per il popolo juventino: la Champions League.
Una sfida che ha stimolato anche il re dell’impossibile.
E state pur certi che con questo eventuale trofeo in bacheca proprio sotto l’egemonia portoghese, i numeri social e l’immagine della Juventus nel mondo sono destinati ad un ulteriore crack!

9 luglio 2006, quando i Mondiali non erano social: l’evoluzione digital della Coppa del Mondo

 

Il 9 luglio 2006, il capitano Cannavaro alzava la Coppa e allegoricamente sollevava l’Italia sul tetto del mondo calcistico.
Noi, tutti abbracciati.
Quasi in lacrime.
Un ricordo vivido nelle menti di tutti, perché certi eventi rimangono tatuati dentro.
Lui alzava la coppa e un urlo di gioia fece tremare per l’ultima volta lo stivale.
Poi, il silenzio assordante.

Sono passati 13 anni. Sembra passata un’era, non tanto per la distanza temporale che ci divide da quell’evento, quanto per la distanza di emozioni che hanno seguito quell’epopea.
Eppure, digitalmente parlando, è passata veramente un’epoca. L’onda del digitale ci ha travolto e ha stravolto il modo di vivere l’estate mondiale.

Nel 2006, Facebook era un sito prevalentemente americano.
YouTube era agli esordi.
Twitter e Instagram non esistevano.
Tutti noi possedevamo un cellulare, ma nessuno smartphone.

Tutta la comunicazione attorno ai Mondiali di calcio era concentrata in televisione e la piazza e il bar erano l’agorà in cui discutere dell’espulsione di De Rossi, del rigore di Totti, della doppietta di Toni, delle magie di Grosso…

La prima vera rivoluzione “mondiale” arriva nel 2010.
Per la prima volta le broadcast devono fare i conti col cambiamento in atto portato dal web: lo streaming web ufficiale e clandestino si affianca alla tradizionale fruizione televisiva e proliferano i device di riproduzione di video (IPad in primis).
Il web porta con sé anche un’ulteriore ma fondamentale novità: l’on demand.
Inoltre, il 2010 è il primo anno di racconto dei Mondiali tramite social network, canali che amplificano la possibilità del catch-up non “ufficiale” di contenuti video e aumentano la partecipazione dell’audience.

La vera esplosione social dei Mondiali si ha però nel 2014.
Il fermento sui social network è continuo.
Il movimento è doppio: gli utenti condividono in modo spontaneo opinioni e commenti sulle partite, mentre i brand e le loro pagine ufficiali infettano la rete con contenuti sviluppati in tempo reale. Come di regola succede sui social network, gli utenti cominciano quindi a condividere il materiale prodotto dai brand, mentre i brand coinvolgono gli utenti rispondendo a commenti e condivisioni.

Seguire e commentare una partita interagendo con i canali ufficiali della Nazionale o di Sky diventa una novità assoluta cavalcata dai brand.
L’instant marketing, costruito in tempo reale attorno agli avvenimenti della partita, sboccia esponenzialmente sui social network.

Il contenuto proposto da Barilla dopo il ritorno dell’Italia eliminata dall’Uruguay a Brasile2014, nella famosa partita del morso di Suarez a Chiellini

Il social che la fa da padrone è Twitter, che supera Facebook totalizzando 672 milioni di cinguettii sul tema “Mondiale” contro i 280 milioni di post sul social di Zuckerberg.
Un vero record!
L’immediatezza e la sintesi, caratteristiche peculiari di questo social, aiutarono sicuramente il tifoso a convogliare i propri commenti su questa piattaforma.
Questo ha fatto sì che Brasile 2014 fosse il Mondiale di calcio con il maggior commento dal vivo della storia.

All’alba dell’estate 2018, la vertiginosa ascesa dei social network pone l’enigmatico quesito sul futuro della visione dei Mondiali a tutti i calciofili (e non) del mondo: e se le partite si guardassero sui social?
Facebook, Twitter e Snapchat (più il tenue interesse di YouTube e Amazon) sembrano poter dare vita ad un’asta per accaparrarsi il diritto di trasmettere gli highlights di Russia 2018.
Fu solo un fuoco di paglia, che però continua a mantenere viva la propria fiammella per il futuro.

La molteplicità di piattaforme disponibili per non perdere l’evento sportivo dell’anno, però, incide in maniera decisiva sui numeri: con 3,5 miliardi di spettatori, i Mondiali di Russia 2018 sono i più seguiti della storia.
Questi numeri muovono un giro d’affari esorbitante: 2.513.890 sono i dollari che vengono spesi quotidianamente per le sponsorizzazioni online dei Mondiali e 913.691 sono i fan che rispondono a queste inserzioni customizzate, moltiplicandone l’efficacia.

Il web diventa quindi il teatro di scontro delle aziende che si affrontano a colpi di campagne marketing sensazionali e slogan decisivi che vedono coinvolti direttamente diversi giocatori, in grado di spostare le masse con la loro influenza.

In conclusione, l’avvento prepotente dei social network nel racconto dei mondiali, ha permesso non solo una maggiore partecipazione da parte dell’audience nei confronti della competizione, ma soprattutto ha amplificato l’attenzione mediatica e la consapevolezza del pubblico internazionale nei confronti di un evento che, di anno in anno, aggiorna i suoi numeri e infrange record di coinvolgimento.

Art4Sport, una comunicazione Senza Barriere

L’organizzazione di un evento è una pratica estremamente dispendiosa sia a livello di tempo che di energie. Tutto deve filare liscio. Ogni dettaglio dev’essere curato nei minimi particolari per fare in modo che tutto possa funzionare alla perfezione.
Molto spesso la comunicazione social dell’evento stesso viene fatta in maniera superficiale, quasi secondaria a tutto il resto.

La promozione di un evento merita una strategia comunicativa propria. Questo è quello che è stato fatto per i Giochi Senza Barriere di Art4Sport, la onlus di Bebe Vio.
Ecco in che modo.

Prima, però, specifichiamo una cosa: non basta creare una pagina evento su FB, un video emozionale e qualche foto che funga da reminder nei giorni precedenti per delineare la giusta strategia.
La comunicazione digitale si deve adattare alla tipologia dell’iniziativa!

I Giochi Senza Barriere sono per Art4Sport il momento più importante dell’anno perché, grazie alla presenza di numerosi VIP ospiti e alla struttura stessa dell’evento, sono in grado di attirare l’attenzione mediatica.
L’organizzazione, anche a livello comunicativo, è pertanto fondamentale, giusto?

Art4Sport, una comunicazione Senza Barriere

Perciò da un mese e mezzo prima del giorno X, la comunicazione social di Art4Sport si è concentrata unicamente sui Giochi. Per coprire questo lasso di tempo (complessivamente lungo in ottica di una comunicazione giornaliera) sono state adottate tre strategie comunicative:

1. Gradualità: tutti gli aspetti dell’evento sono stati comunicati step by step (data, location, tema dell’evento, nome delle squadre, presenza sponsor, partecipazione VIP, tipologia di giochi…);

2. Partecipazione diretta del pubblico: i follower hanno potuto partecipare ad alcune decisioni organizzative e in più hanno potuto interagire con l’associazione per ogni aspetto dell’evento.
Come? Grazie alla gamification!
Questo aspetto torna spesso nelle nostre strategie di comunicazione, in quanto fondamentale.
L’engagement è tutto e la gamification è il modo migliore per ottenerlo! Sia per aumentare l’hype, creando un legame con il pubblico, sia per influenzare l’algoritmo.
I follower di Art4sport sono stati chiamati a risolvere indovinelli per scoprire la data e il tema dell’evento (da cui è poi dipesa tutta la linea grafica successiva), a intraprendere un percorso virtuale in città per trovare la location, a partecipare a sondaggi per votare il nome delle squadre e a rispondere a quiz per identificare i VIP ospiti.

Tutto questo è stato fatto utilizzando un’altra strategia importante per influenzare l’algoritmo: il content loop.
Il content loop è il “rimbalzo” degli utenti dalle storie al profilo, e ciò permette così di aumentare il tempo di permanenza nella pagina.

3. Coinvolgimento dei VIP: i quiz sono stati il contenuto creato dall’associazione sui VIP, ma le celebrities hanno prodotto a loro volta un contenuto (foto o video) nei loro profili.
Essi hanno annunciato la loro presenza, taggando la pagina dell’associazione e di Bebe Vio, e utilizzando l’hashtag dell’evento.
E’ quasi inutile dire che sfruttando l’eco mediatica degli influencers è possibile crescere in maniera importante.
E così è stato!

Tutto questo ha preparato il terreno all’evento, che è stato poi documentato sui social attraverso una serie di più di 50 contenuti LIVE!

I risultati a livello digital sono stati decisamente importanti:

– Il flusso di storie durante l’evento è stato visualizzato da più di 2800 persone, contro un picco massimo di poco più di 1200 nei precedenti contenuti nelle storie della pagina;
– Il post pubblicato dopo l’evento ha avuto più di 1700 interaction, migliorando di oltre il 60% il miglior contenuto della pagina;
– I follower della pagina di Art4Sport sono aumentati di più di 500. Quelli di Bebe Vio sono andati oltre i 6000!!!!
– Le interaction (in particolar modo delle stories) di entrambi i profili sono aumentati vertiginosamente nel periodo precedente l’evento, provocando quel risultato di maggiore engagement che si voleva raggiungere all’inizio della strategia.

In conclusione, il lancio della comunicazione di un evento deve ritagliarsi un posto di primissimo piano – al pari di tutti gli altri aspetti – per poter aumentare la percezione dell’evento stesso nei confronti dei vari fan e per dare così anche a chi non è presente l’opportunità di vivere la manifestazione realtime.

Lega B, #LivelloFinale: se il playoff diventa un “videogioco”

Il concetto di gaming abbinato alla finale playoff. Una strategia di comunicazione originale e inedita per aumentare l’hype e alimentare l’interesse, con la creazione di contenuti esclusivi per tutti gli appassionati. Per l’ultimo atto dei Playoff di Serie B tra Verona e Cittadella, seguiti da SportSuite sui profili ufficiali della Lega B, si è cercato di intraprendere la strada della novità. Un’innovazione rappresentata da una linea grafica dedicata, con un richiamo forte all’idea di videogioco (stile Pac-Man) e l’utilizzo di un hashtag specifico: #LivelloFinale, l’ultimo gradino da salire per conquistarsi la promozione in Serie A.
SportSuite ha curato direttamente sia la realizzazione dei contenuti editoriali precedenti e successivi al match – sempre con grafiche, musiche e concept con richiamo al tema del gioco – sia la diretta del social match, attraverso i canali Facebook, Instagram e Twitter.
La finale playoff è tra gli eventi più importanti della stagione, poiché decide l’ultima squadra promossa in Serie A. Per questo si è scelto di creare un vero e proprio “film” interattivo dell’evento da poter rivivere nel tempo e da mettere in evidenza su Instagram. L’idea è stata quella di promuovere dei contenuti di carattere informativo che allo stesso tempo facilitassero l’intrattenimento attraverso immagini esclusive direttamente dallo stadio dei protagonisti, del pubblico e dell’atmosfera, e che stimolassero l’interazione, grazie a una gamification nel flusso di storie, che ha costantemente invitato gli utenti (molto reattivi e coinvolti) a partecipare.
Sul profilo Instagram di Lega B sono stati 95 i post creati, tra feed e stories, solo nell’immediato pre o post partita, con oltre un milione e quattrocentomila persone raggiunte complessivamente, e con un’interazione totale superiore a 70.000.
Su Facebook i post sono stati 24, con annesso il live della partita e aggiornamenti a ogni gol di una delle due squadre.
Ancor più articolato il discorso inerente a Twitter, dove c’è stata una cronaca costante condita di interviste pre-partita e aggiornamenti in tempo reale. Una diretta no stop su ciascun social che ha avuto una risposta soddisfacente da parte degli utenti, con una crescita esponenziale delle interaction nel momento del lancio della strategia e un flusso di storie che, nonostante la grande quantità di materiale prodotto, ha registrato un tasso di abbandono molto inferiore alla media.


Ma non è tutto: sempre rispettando l’idea originale del gaming, per catturare l’attenzione nei giorni antecedenti alla partita si è scelto di adottare una strategia comunicativa differente dal solito, con chiari richiami alla storia calcistica delle due squadre – molto differenti tra loro per passato e blasone – alla vicinanza geografica (era un derby) e a vari aspetti di colore e non solo inerenti alla gara in sè. Anche in questo caso la risposta è stata positiva, con buona parte degli utenti che hanno apprezzato la novità proposta.

Poeta, capitano social che resiste a ogni tempesta

L’epilogo imprevedibile della stagione, con il finale drammatico per l’Auxilium, non ha scalfito l’immagine positiva conquistata dal capitano Peppe Poeta in tre stagioni di appartenenza gialloblù. Il capitano dell’ex Fiat Torino è stato uno dei principali artefici della salvezza conquistata sul campo dalla squadra allenata da Paolo Galbiati e Stefano Comazzi, con il suo lavoro di fondamentale supporto fuori dal campo oltre che nelle partite.

In un’annata tremenda, vissuta in mezzo a mille disavventure, Poeta è sempre stato un punto di riferimento irrinunciabile: per i giocatori americani che – alla luce delle difficoltà societarie – hanno continuato ad allenarsi a pieno ritmo nelle sedute quotidiane in palestra e non hanno smesso di sentirsi squadra neppure a fronte di stipendi non pagati. Per i tifosi che nel play della squadra di Torino hanno visto il depositario della stessa passione, l’uomo immagine con cui condividere gli stessi sentimenti. Poeta ha sempre svolto un lavoro dietro le quinte, a supporto dei tecnici e anche dei dirigenti. Incassando puntualmente applausi e cori. Dalla conquista storica della Coppa Italia a questi giorni così difficili.

Lui ha ricambiato ogni dimostrazione d’affetto con piccoli e grandi gesti, a cominciare dallo slogan lanciato sui social alla vigilia della partita di chiusura del campionato, quella giocata contro Pesaro che nelle aspettative avrebbe dovuto assicurare all’Auxilium la salvezza e che invece – dopo la penalizzazione di 8 punti comminata dalla Fip dopo i problemi con Comtec – è diventata una recita triste, un ultimo saluto alla città e alla gente, in attesa di nuove rivelazioni per il futuro. “The Last Dance”, l’ha definita il capitano, scrivendo una frase che è diventata emblematica per l’esito stesso della stagione gialloblù: «Ci hanno tolto tutto, ma nessuno potrà toglierci il tempo che abbiamo ballato».

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Presentazione Professione Influencer con Alessandro Veroli

Influencer, da passione a professione

Influencer è una di quelle parole entrate di diritto nel vocabolario di tutti i giorni. Non solo di quello degli esperti di social network. Tanto da diventare un vero e proprio lavoro. Anzi, una professione. Proprio come recita il titolo del libro (“Professione Influencer”, appunto), scritto dal giornalista Lino Garbellini, edito da Tecniche Nuove e presentato ieri a Torino, in un incontro a cui SportSuite non poteva mancare. Rappresentata da Alessandro Veroli che ha vestito i panni del mediatore.

Un momento della presentazione di professione influencer

 

Un incontro, tenutosi presso la libreria Paravia, in cui si è parlato a lungo di questa nuova figura di influencer. Incarnata alla perfezione da Chiara Ferragni e a cui molti stanno provando ad avvicinarsi. Spesso senza conoscerne le basi.

Chiara Ferragni, ma non solo. Emblematico il caso del noto youtuber Fabio Rovazzi, diventato testimonial della Fiat Panda dopo averne fatto un tormentone nella sua canzone “Andiamo a comandare”. Un case history raccontato da Davide D’Amico dell’ufficio stampa FCA.

i relatori alla presentazione di professione influencer

O come quello di Giorgio Chiellini, di cui Alessandro Veroli ha raccontato il ruolo di precursore nel mondo dei social. Di cui ancora oggi è uno degli sportivi italiani con più follower sui vari canali ufficiali.

la copertina del libro Professione Influencer

Per chi vuole saperne di più su questa nuova figura, “Professione Influencer” di Lino Garbellini rappresenta una guida affidabile. Oltre che una piacevole lettura.

 

Peppe Poeta e Margherita Granbassi

Poeta ospite al Festival dell’Innovazione e della Scienza con Margherita Granbassi

Giuseppe Poeta e Margherita Granbassi protagonisti al Festival dell’Innovazione e della Scienza. Insieme all’ex campionessa di scherma, il capitano della Fiat Torino ha preso parte giovedì sera (18 ottobre) a uno degli incontri in programma in questi giorni a Settimo Torinese. Quella del 2018 è la 6^ edizione della kermesse e ha come titolo “Pensa alla salute”.

poeta e granbassi a settimo torinese

Poeta e la Granbassi hanno raccontato le loro esperienze da sportivi di altro livello, discusso di alimentazione e prevenzione degli infortuni. E al termine dell’incontro hanno divertito il pubblico con due simpatici siparietti, in cui si sono cimentati in un assalto di scherma e in una sessione di tiri a canestro.

poeta e granbassi si cimentano nella scherma

Una serata organizzata al meglio e ben riuscita grazie alla simpatia e alla disponibilità dei due campioni. SportSuite era presente all’evento come supporto a Peppe, per la gestione dei suoi social.

Poeta e Granbassi ospiti al Festival dell'Innovazione e della Scienza

Il Festival dell’Innovazione e della Scienza è organizzato dalla Fondazione ECM (Esperienze di Cultura Metropolitana) in collaborazione con il Comune di Settimo Torinese ed è realizzato grazie a contributi esterni. La città della cintura torinese può vantare sul proprio territorio importanti aziende in campo tecnologico e innovativo e ha un’efficace collaborazione pubblico-privato.