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9 luglio 2006, quando i Mondiali non erano social: l’evoluzione digital della Coppa del Mondo

 

Il 9 luglio 2006, il capitano Cannavaro alzava la Coppa e allegoricamente sollevava l’Italia sul tetto del mondo calcistico.
Noi, tutti abbracciati.
Quasi in lacrime.
Un ricordo vivido nelle menti di tutti, perché certi eventi rimangono tatuati dentro.
Lui alzava la coppa e un urlo di gioia fece tremare per l’ultima volta lo stivale.
Poi, il silenzio assordante.

Sono passati 13 anni. Sembra passata un’era, non tanto per la distanza temporale che ci divide da quell’evento, quanto per la distanza di emozioni che hanno seguito quell’epopea.
Eppure, digitalmente parlando, è passata veramente un’epoca. L’onda del digitale ci ha travolto e ha stravolto il modo di vivere l’estate mondiale.

Nel 2006, Facebook era un sito prevalentemente americano.
YouTube era agli esordi.
Twitter e Instagram non esistevano.
Tutti noi possedevamo un cellulare, ma nessuno smartphone.

Tutta la comunicazione attorno ai Mondiali di calcio era concentrata in televisione e la piazza e il bar erano l’agorà in cui discutere dell’espulsione di De Rossi, del rigore di Totti, della doppietta di Toni, delle magie di Grosso…

La prima vera rivoluzione “mondiale” arriva nel 2010.
Per la prima volta le broadcast devono fare i conti col cambiamento in atto portato dal web: lo streaming web ufficiale e clandestino si affianca alla tradizionale fruizione televisiva e proliferano i device di riproduzione di video (IPad in primis).
Il web porta con sé anche un’ulteriore ma fondamentale novità: l’on demand.
Inoltre, il 2010 è il primo anno di racconto dei Mondiali tramite social network, canali che amplificano la possibilità del catch-up non “ufficiale” di contenuti video e aumentano la partecipazione dell’audience.

La vera esplosione social dei Mondiali si ha però nel 2014.
Il fermento sui social network è continuo.
Il movimento è doppio: gli utenti condividono in modo spontaneo opinioni e commenti sulle partite, mentre i brand e le loro pagine ufficiali infettano la rete con contenuti sviluppati in tempo reale. Come di regola succede sui social network, gli utenti cominciano quindi a condividere il materiale prodotto dai brand, mentre i brand coinvolgono gli utenti rispondendo a commenti e condivisioni.

Seguire e commentare una partita interagendo con i canali ufficiali della Nazionale o di Sky diventa una novità assoluta cavalcata dai brand.
L’instant marketing, costruito in tempo reale attorno agli avvenimenti della partita, sboccia esponenzialmente sui social network.

Il contenuto proposto da Barilla dopo il ritorno dell’Italia eliminata dall’Uruguay a Brasile2014, nella famosa partita del morso di Suarez a Chiellini

Il social che la fa da padrone è Twitter, che supera Facebook totalizzando 672 milioni di cinguettii sul tema “Mondiale” contro i 280 milioni di post sul social di Zuckerberg.
Un vero record!
L’immediatezza e la sintesi, caratteristiche peculiari di questo social, aiutarono sicuramente il tifoso a convogliare i propri commenti su questa piattaforma.
Questo ha fatto sì che Brasile 2014 fosse il Mondiale di calcio con il maggior commento dal vivo della storia.

All’alba dell’estate 2018, la vertiginosa ascesa dei social network pone l’enigmatico quesito sul futuro della visione dei Mondiali a tutti i calciofili (e non) del mondo: e se le partite si guardassero sui social?
Facebook, Twitter e Snapchat (più il tenue interesse di YouTube e Amazon) sembrano poter dare vita ad un’asta per accaparrarsi il diritto di trasmettere gli highlights di Russia 2018.
Fu solo un fuoco di paglia, che però continua a mantenere viva la propria fiammella per il futuro.

La molteplicità di piattaforme disponibili per non perdere l’evento sportivo dell’anno, però, incide in maniera decisiva sui numeri: con 3,5 miliardi di spettatori, i Mondiali di Russia 2018 sono i più seguiti della storia.
Questi numeri muovono un giro d’affari esorbitante: 2.513.890 sono i dollari che vengono spesi quotidianamente per le sponsorizzazioni online dei Mondiali e 913.691 sono i fan che rispondono a queste inserzioni customizzate, moltiplicandone l’efficacia.

Il web diventa quindi il teatro di scontro delle aziende che si affrontano a colpi di campagne marketing sensazionali e slogan decisivi che vedono coinvolti direttamente diversi giocatori, in grado di spostare le masse con la loro influenza.

In conclusione, l’avvento prepotente dei social network nel racconto dei mondiali, ha permesso non solo una maggiore partecipazione da parte dell’audience nei confronti della competizione, ma soprattutto ha amplificato l’attenzione mediatica e la consapevolezza del pubblico internazionale nei confronti di un evento che, di anno in anno, aggiorna i suoi numeri e infrange record di coinvolgimento.

FED di Milano, SportSuite e IdeaSuite spettatori interessati

FED, ovvero Forum dell’Economia Digitale, uno degli appuntamenti più importanti e attesi per parlare di digital in Italia. Si è svolto ieri, martedì 3 luglio, al MiCo di Milano e SportSuite e IdeaSuite erano presenti in platea per ascoltare il dibattito che ha coinvolto alcuni dei personaggi più influenti del panorama italiani.

Imprenditori, giornalisti, influencer e accademici. Da Mario Calabresi ad Alessandro Benetton, da Martina Colombari a Salvatore Aranzulla, da Marco Montemagno a Davide Casaleggio, Da Alessio Grossi a Luca Sofri, fino ad arrivare al rapper Ghali. E, naturalmente, tantissimi spettatori in sala. Tutti insieme per parlare del “Future of Tomorrow” come indicato dal titolo dell’incontro, organizzato da Facebook e dai giovani imprenditori di Confindustria. Ascoltare le ultime novità del campo digital e il racconti dei casi di successo. Anche per trattare alcuni dei temi più ricorrenti di questo periodo: dalle fake news al ritardo dell’Italia nella digitalizzazione, fino alle opportunità di business offerte dai social. Un’utile occasione di confronto, questo FED di Milano, che ha dato tanti spunti per il futuro. Un futuro sempre più all’insegna del digitale.