Poeta, capitano social che resiste a ogni tempesta

L’epilogo imprevedibile della stagione, con il finale drammatico per l’Auxilium, non ha scalfito l’immagine positiva conquistata dal capitano Peppe Poeta in tre stagioni di appartenenza gialloblù. Il capitano dell’ex Fiat Torino è stato uno dei principali artefici della salvezza conquistata sul campo dalla squadra allenata da Paolo Galbiati e Stefano Comazzi, con il suo lavoro di fondamentale supporto fuori dal campo oltre che nelle partite.

In un’annata tremenda, vissuta in mezzo a mille disavventure, Poeta è sempre stato un punto di riferimento irrinunciabile: per i giocatori americani che – alla luce delle difficoltà societarie – hanno continuato ad allenarsi a pieno ritmo nelle sedute quotidiane in palestra e non hanno smesso di sentirsi squadra neppure a fronte di stipendi non pagati. Per i tifosi che nel play della squadra di Torino hanno visto il depositario della stessa passione, l’uomo immagine con cui condividere gli stessi sentimenti. Poeta ha sempre svolto un lavoro dietro le quinte, a supporto dei tecnici e anche dei dirigenti. Incassando puntualmente applausi e cori. Dalla conquista storica della Coppa Italia a questi giorni così difficili.

Lui ha ricambiato ogni dimostrazione d’affetto con piccoli e grandi gesti, a cominciare dallo slogan lanciato sui social alla vigilia della partita di chiusura del campionato, quella giocata contro Pesaro che nelle aspettative avrebbe dovuto assicurare all’Auxilium la salvezza e che invece – dopo la penalizzazione di 8 punti comminata dalla Fip dopo i problemi con Comtec – è diventata una recita triste, un ultimo saluto alla città e alla gente, in attesa di nuove rivelazioni per il futuro. “The Last Dance”, l’ha definita il capitano, scrivendo una frase che è diventata emblematica per l’esito stesso della stagione gialloblù: «Ci hanno tolto tutto, ma nessuno potrà toglierci il tempo che abbiamo ballato».

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